La questione ambientale in “Nausicaä della Valle del vento”

La trama

Nausicaä della Valle del Vento (1984) fa il suo esordio nelle sale cinematografiche giapponesi ancora prima della nascita dello Studio Ghibli, fondato l’anno successivo, ed è sicuramente uno dei prodotti di Miyazaki più conosciuti e apprezzati globalmente. La ragione di tanta fama possiamo attribuirla, non solo alle meravigliose animazioni, ma anche alle tematiche ambientaliste affrontate in questo film che cercheremo di analizzare in questo articolo. 

L’opera è tratta da un manga dello stesso Miyazaki, pubblicato tra il 1982 e il 1994, ed è ambientato in un futuro distante post apocalittico, mille anni dopo una guerra chiamata “Sette Giorni di Fuoco”. Durante la battaglia sono state utilizzate le tecnologie più all’avanguardia, tra cui degli automi biologici armati di raggi termonucleari, che hanno portato al collasso della civilizzazione e alla trasformazione del mondo in una foresta ricoperta da un miasma tossico chiamato “Fukai”  (腐海). Interessanti sono il nome e l’utilizzo dei kanji scelti per indicare questo miasma, che ne esprimono in maniera chiara le caratteristiche.  腐 è la radice del verbo 腐る kusaru, il cui significato è “marcire, corrodere, decomporsi”, 海 umi invece vuol dire “mare”; unendoli questo nome diventa davvero autoesplicativo, “mare di decomposizione”, in italiano reso come “Mar Marcio”.  Per l’uomo è impossibile sopravvivere al suo interno se non indossando particolari maschere.  Il miasma, infatti, corrode non solo la terra, ma anche i corpi delle persone.

© 1984 Studio Ghibli, Nausicaä della Valle del Vento

È chiaro il riferimento alla contaminazione radioattiva dopo lo scoppio delle bombe nucleari e non è un caso che la produzione di questo film avvenga infatti durante la Guerra Fredda, quando la paura per il nucleare era ancora una ferita fresca. Come i civili giapponesi sono stati colpiti da un’arma creata dall’uomo, allo stesso modo il mondo in cui vive Nausicaä è stato distrutto a causa dei soldati-androidi ugualmente creati dall’uomo. 

Ad un livello che ci tocca da più vicino, possiamo paragonare il Mar Marcio all’inquinamento dell’aria e dell’ambiente. Il direttore Miyazaki ha rivelato che uno degli input principali per la creazione di Nausicaä è la cosiddetta “Malattia di Minamata”, una sindrome neurologica causata dal rilascio di metilmercurio nelle acque di Minamata dall’industria chimica Chisso Corporation. Le acque sono state inquinate per più di 30 anni, causando l’accumulo di mercurio in molluschi e pesci che sono poi entrati nella catena alimentare dei giapponesi causando avvelenamento e intossicazione.

On your mark (1995), videoclip musicale diretto da Miyazaki, in soli 6 minuti e 40 secondi racchiude parte delle tematiche legate alla crisi ambientale e al problema delle radiazioni. Il cortometraggio funge da video musicale dell’omonimo singolo del duo giapponese Chage & Aska. Ambientato in un futuro dove l’uomo non è più in grado di vivere sulla terra, distrutta da un incidente nucleare, la storia tratta di due poliziotti che cercano di aiutare una ragazza alata a ritornare a volare. Alcune teorie speculano che questa ragazza non sia altro che Nausicaä, finalmente liberata da Miyazaki. Nel gennaio del 1995 termina infatti la pubblicazione del manga Nausicaä della Valle del Vento e nello stesso mese inizia la creazione di On your mark. Le protagoniste si assomigliano esteticamente e Miyazaki descrive la ragazza angelo “tori on hito”, “ragazza degli uccelli”, lo stesso appellativo usato per Nausicaä. La questione ambientale post apocalittica, come già accennato, ritorna anche in quest’opera, toccando il tema del nucleare e delle conseguenze delle radiazioni, in questo caso con riferimento al disastro di Chernobyl. 

© 1995 Studio Ghibli, On your mark

Un’altra tematica evidenziata è la connessione tra Nausicaä, la natura contaminata e le creature che ci vivono. La ragazza è l’unica che cerca di instaurare un rapporto amichevole con gli insetti che popolano la foresta, considerandoli al suo pari e degni d’amore come qualsiasi altro essere vivente. Riesce persino a comunicare con loro attraverso la telepatia. Si dedica anche allo studio delle piante per capire da dove derivi la loro tossicità. Il messaggio è quello di preservare l’ambiente che ci circonda, ma lo è altrettanto rispettare le altre creature che lo popolano. Nella versione animata gli Ohmu (王蟲), o Vermi Re, vengono descritti solamente come protettori del Mar Marcio, le cui piante, spoiler filtrano l’inquinamento rendendo aria e acqua pure. Nel manga invece viene rivelata l’origine degli Ohmu: sono delle creature artificiali create dagli uomini, che contribuiscono alla purificazione delle aree contaminate. Nella storia originale, gli Ohmu erano in grado di comprendere gli umani in base alle loro espressioni facciali e alle loro parole, allo stesso livello dei giganteschi dio-soldati. Il loro alto livello di intelligenza supporta il fatto che siano artificiali, proprio come gli automi. La scena nel film in cui uno di loro dialoga con Nausicaä usando la telepatia è dunque molto simbolica.

© 1984 Studio Ghibli, Nausicaä della Valle del Vento

Viene quindi ripreso il tema dei “prodotti dell’uomo”, prodotti che possono portare alla distruzione, da un lato (dio-soldati), ma anche alla rinascita (Ohmu). Purtroppo, però, solo Nausicaä riesce a cogliere l’importanza del Mar Marcio e dei Vermi Re per ridare vita alla terra. Rimane comunque una flebile speranza che possiamo adattare alla nostra quotidianità: nonostante l’inquinamento, il cambio climatico e tutti i problemi ambientali che ci circondano e che sono causati dallo sfruttamento e dalla sovrapproduzione, l’uomo sta cercando di trovare delle contromisure per combattere questa crisi. Dovremmo tutti, nel nostro piccolo, prendere esempio da Nausicaä, avere a cuore la salute della nostra Terra e contribuire alla sua salvaguardia.

Elisa