Eredità e futuro dello Studio Ghibli

Eccoci alla fine del nostro viaggio alla scoperta del mondo dei film Ghibli. Dopo aver analizzato le tematiche più rilevanti ed interessanti di varie opere, non ci resta che chiederci quale sarà il futuro dello Studio e delle sue animazioni ora che il maestro Miyazaki ha annunciato il suo ritiro dalla scena.

Già nel 2013 Miyazaki aveva annunciato il proprio ritiro dalla scena dopo l’uscita di Si alza il vento. Come sappiamo, la promessa non è stata mantenuta ed è stata rimandata al 2018 con il cortometraggio Boro il bruco e successivamente al 2023 con Il ragazzo e l’airone. Sarà questa l’occasione per il definitivo pensionamento del maestro o avrà nuovamente dei ripensamenti?

Il ragazzo e l’airone

Miyazaki ha scelto di non fare nessun tipo di pubblicità per questo film, che è rimasto avvolto dal mistero fino al 14 luglio 2023, data d’uscita in Giappone. Ovviamente, per quanto il maestro volesse che anche il resto degli spettatori mondiali entrasse al cinema senza alcuna previa informazione, alcuni frame e linee generali della trama sono state divulgate.

La storia vede come protagonsita Mahito, un ragazzino di 12 anni, che fatica ad ambientarsi in una nuova città dopo la morte della madre. Tuttavia, quando un airone parlante lo informa che sua madre è ancora viva, il bambino si mette alla sua ricerca, entrando in una torre abbandonata che lo porta in un altro mondo.

 Il ragazzo e l’airone ha caratteristiche autobiografiche. Il protagonista, Mahito Maki, è infatti modellato sull’infanzia di Miyazaki. Il padre di Miyazaki, come quello di Mahito, era impiegato in un’azienda che produceva componenti per aerei da combattimento. Come abbiamo visto, il volo è una tematica cara allo Studio e ritorna anche in quest’ultima opera.

© 2023 Studio Ghibli, Il ragazzo e l’airone

Il titolo originale 君たちはどう生きるか Kimi-tachi wa dō ikiru ka, letteralmente “Voi come vivrete?” inizialmente tradotto in modo fedele in “How do you live?”, è stato cambiato in The Boy and the Heron dalla casa di distribuzione americana GKIDS che ne ha acquisito i diritti. Da qui ne deriva il titolo italiano. 

Per il film, il regista si è ispirato ad un libro caro della sua infanzia, How Do You Live? di Genzaburo Yoshino. Nonostante il romanzo del 1937 sia stato per lui fonte d’ispirazione, il film non è basato su di esso. Infatti, il libro stesso esiste all’interno dell’universo del film.

Se non altro, forse la decisione di GKIDS di cambiare il titolo è stata quella di evitare confusione con il romanzo che ha ispirato il film. 

In ogni caso non è la prima volta che assistiamo ad un simile cambiamento nel titolo: la traduzione del titolo Kiki – Consegne a domicilio dal giapponese (魔女の宅急便 Majo no takkyūbin) sarebbe letteralmente Il servizio consegne della strega.

La stessa sorte è toccata a La città incantata, in giapponese 千と千尋の神隠し Sen to Chihiro no kamikakushi letteralmente La sparizione causata dai kami di Sen e Chihiro.

Earwig e la strega

© 2020 Studio Ghibli, Earwig e la strega

Per quanto riguarda le sorti dello Studio Ghibli, possiamo stare tranquilli: lo Studio continuerà a produrre anche in sua assenza, oltre che per mano dei suoi numerosi collaboratori, anche grazie all’aiuto del figlio Gorō, che ha già lavorato a I racconti di Terramare, La collina dei papaveri e il controverso Earwig e la strega. Quest’ultimo è un film d’animazione del 2020 interamente realizzato in CGI che si basa su un romanzo per ragazzi scritto da Diana Wynne Jones. La trama segue le avventure di Earwig, una giovane orfana dotata di poteri magici che viene adottata da una strega crudele di nome Bella Yaga.

Il film ha ricevuto recensioni miste da parte della critica.  Alcuni appassionati dello Studio Ghibli hanno apprezzato lo stile d’animazione unico e la storia stravagante ma la maggioranza ha criticato il film per non essere all’altezza degli standard dei capolavori precedenti dello Studio. Altri hanno ritenuto che la trama fosse poco sviluppata e che venissero tralasciati elementi importanti del libro da cui la storia è tratta, lasciando così alcuni punti della storia non completamente chiari.

Complessivamente, le opinioni sono state varie, ma Earwig e la strega ha comunque attirato l’attenzione grazie al marchio Studio Ghibli. Probabilmente il flop di questo film ha fatto capire a Gorō che il 3D, per il momento, non è la strada che lo Studio dovrebbe intraprendere e che mantenere un approccio più tradizionale, a cui il pubblico è affezionato, sia la scelta migliore per i futuri progetti.

Siamo quindi arrivati alla fine della nostra rubrica. Speriamo di avervi potuto dare nuovi spunti con cui interpretare e riguardare i capolavori dello Studio Ghibli; e se, invece, non avevate mai avuto il piacere di vedere uno di questi film, speriamo di avervi incuriosito! Ora avrete nuovi titoli da aggiungere alla vostra watchlist!

Vi ringraziamo per la lettura!!!

Elisa e Sofia