La parata degli Yōkai – parte 1

Bentornati in un nuovo articolo della mia rubrica “Giappone attraverso le stagioni”!

Avete mai sentito parlare degli yōkai? Sono creature soprannaturali, spiriti e demoni del folklore giapponese che popolano i racconti e le leggende. Spesso gli yōkai sono anche legati a matsuri (festival giapponesi) e ai kami (dei shintoisti giapponesi).

Kitsune (狐)

Le Kitsune sono yōkai che appartengono alla mitologia giapponese fin dal periodo Heian  (794–1185). Raffigurate come volpi dai poteri magici, hanno la capacità di trasformarsi in donne affascinanti per poter partecipare ai festival primaverili e trovare un marito tra gli esseri umani. Questi yōkai sono strettamente legati alla primavera in quanto messaggeri di Inari, il dio del riso e della fertilità, che scendeva dalle montagne in primavera per l’inizio della stagione agricola. La primavera è anche il periodo in cui si verifica un evento chiamato “matrimonio delle volpi” (Kitsune no yomeiri), cioè un fenomeno meteorologico in cui piove mentre allo stesso tempo c’è il sole, interpretato dal folklore come una cerimonia nuziale segreta delle kitsune.

Secondo la leggenda ogni 100 anni alle kitsune cresce una nuova coda, diventando man mano sempre più intelligenti e aumentando i loro poteri magici. Quando raggiunge il numero massimo di code, cioè 9, la kitsune si trasforma nella celebre “Kyūbi no kitsune” (九尾の狐), cioè volpe a nove code e il suo manto diventa dorato o argentato. Come tutti gli yōkai anche le kitsune possono essere benevole o malvagie. In particolare se la volpe a nove code diventa malvagia e molto pericolosa, provocando disastri naturali come terremoti, incendi o tempeste. 

Kitsune ad un matsuri (festival giapponese)
Naruto Shippuden ©Masashi Kishimoto

La figura della volpe a nove code è arrivata fino alla cultura pop contemporanea: nell’anime Naruto, ad esempio, il protagonista Naruto Uzumaki quando si trasforma nella Volpe a 9 code ne utilizza il potere distruttivo, mostrando come questo antico mito continui ancora oggi ad affascinare.

Hyakki Yagyō (百鬼夜行)

Quando le notti d’estate si fanno più lunghe e silenziose, il folklore giapponese immagina che le strade possano riempirsi di presenze curiose e un po’ inquietanti. È qui che entra in scena lo Hyakki Yagyō (百鬼夜行), la Parata Notturna dei Cento Demoni: una sfilata di creature soprannaturali che mescola paura, meraviglia e immaginazione, diventando un ponte tra il mondo reale degli umani e quello surreale degli yōkai.

Le origini dello Hyakki Yagyō risalgono al periodo Heian (794–1185), con influenze provenienti dalla Cina. A Kyoto si diceva che, durante le notti estive, gli yōkai avrebbero lasciato il loro mondo per attraversare quello umano facendo una parata molto chiassosa in cui ridevano, ballavano e cantavano. Queste storie circolavano soprattutto come kaidan, racconti di fantasmi e apparizioni.

A sfilare troviamo molte famiglie di yōkai della tradizione giapponese: gli Oni, demoni robusti e chiassosi; i Kappa, spiriti acquatici noti per i loro scherzi; i Tengu, enigmatici abitanti delle montagne; le Rokurokubi, donne dal collo allungabile; e i Tsukumogami, oggetti di uso quotidiano che improvvisamente prendono vita. Un vero e proprio corteo di stranezze! Secondo la leggenda, tutti coloro che passavano vicino a questa processione avrebbero perso la vita. Per proteggersi quindi, bisognava necessariamente rimanere in casa oppure affidarsi a sutra e amuleti, spesso preparati dagli onmyōji, cioè degli esperti di divinazione e rituali.

Nel celebre Hyakki Yagyō Emaki (百鬼夜行絵巻), il rotolo dipinto della parata notturna dei cento demoni, risalente al periodo Muromachi (1336–1573), per la prima volta la leggenda diventa immagine: viene dipinta una lunga processione notturna molto caotica, dove ogni creatura sembra voler attirare l’attenzione. È una visione più curiosa che spaventosa, capace di trasformare il timore in racconto.

Hyakki Yagyō ©Kawanabe Kyōsai
Pom Poko ©Studio Ghibli

Col tempo, lo Hyakki Yagyō ha cambiato volto. Da presagio pericoloso è arrivato ad assumere un tono quasi festoso, simile a un Halloween giapponese, con parate in costume e rievocazioni folkloristiche.

Anche la cultura pop ne ha raccolto l’eredità: in una scena di “Pom Poko”, celebre film dello Studio Ghibli, viene rappresentata proprio questa sfilata a cui partecipano numerosi tipi di yōkai. Così, la Parata Notturna dei Cento Demoni continua a raccontare, divertire e mantenere viva una tradizione ricca di fantasia.

Arianna