Avete mai fatto caso a quanto spesso compaiono aerei o altri mezzi di aviazione nei film dello studio Ghibli? Non è un caso che in quasi tutte le sue opere, Miyazaki, decida di far viaggiare nel cielo i suoi personaggi. Il tema del volo è infatti molto caro al direttore proprio perché è legato alla sua infanzia. Il padre era infatti ingegnere aeronautico e direttore della Miyazaki Airplane, azienda di produzione di componenti aereonautici. Il nome Ghibli deriva dal nome italiano ghibli, italianizzazione del nome libico-arabo قبلي ghiblī , “vento caldo del deserto”, usato come soprannome del Caproni Ca.309, aereo della Regia Aeronautica concepito per operare in Nordafrica con l’aviazione coloniale. Oltre al riferimento all’aviazione, questo nome voleva suggerire che lo Studio avrebbe fatto soffiare un nuovo vento nell’industria dell’animazione.
Si alza il vento
Si alza il vento, uscito nel 2013, narra la storia di Jirō Horikoshi, un giovane ingegnere aeronautico, e la sua passione per l’aviazione durante il periodo prebellico in Giappone. Jirō, il cui personaggio è basato su una persona realmente esistita, è un ingegnere aeronautico per la Mitsubishi, che ha contribuito alla progettazione dei primi caccia dell’azienda, tra cui l’A5M usato dalla Marina Imperiale Giapponese. Il successore di questo velivolo è il caccia di tipo Zero Rei-sen, probabilmente il velivolo giapponese più noto tra quelli impiegati nella Seconda guerra mondiale.
Il vento in questo film rappresenta un simbolo di cambiamento, libertà e passione. Jirō sogna di costruire aerei fin da quando era bambino, e il vento lo guida in questa strada, spingendolo a perseguire il suo sogno nonostante le sfide e le avversità che incontra lungo il cammino.
È interessante come nel corso della storia, Jirō, abbia dei sogni strani, in cui incontra Caproni, lo stesso Caproni che ha progettato l’aereo chiamato “ghibli”. In questi sogni Jirō gli spiega che vorrebbe diventare un pilota, ma che a causa della sua miopia, non può farlo. Caproni gli suggerisse quindi di diventare un ingegnere come lui.
Il tema della passione è centrale in questo film. Jirō è determinato nel creare aerei belli e funzionali, nonostante il contesto storico di guerra imminente e le limitazioni imposte dalla società. La sua dedizione all’arte dell’aeronautica è palpabile in ogni scena, e questa passione è condivisa anche dalla sua amica e futura moglie, Nahoko. La loro storia d’amore è toccante e intensamente romantica, ma è anche un riflesso delle sfide che ogni persona deve affrontare nel perseguire i propri obiettivi.
Il titolo del film Si alza il vento è ispirato al romanzo omonimo di Tatsuo Hori, che, a sua volta, fa riferimento all’ultimo verso della poesia Cimitero Marino di Paul Valéry
«Le vent se lève, Iil faut tenter de vivre»
“Si alza il vento, dobbiamo provare a vivere” (Kaze tachinu, iza ikimeyamo)
Il film unisce la vita reale di Jirō Horikoshi e dello scrittore Tatsuo Hori. Nonostante il clima bellico, il peso della responsabilità morale di creare armi di distruzione durante la guerra, la depressione, la disoccupazione e la povertà, Jirō e Nahoko, devono continuare a vivere il presente cercando di non farsi schiacciare dal peso della Storia. Il loro giovane amore è come il vento, che li spinge a inseguire i loro sogni.
Porco Rosso
Uno dei temi centrali di questo film è il rapporto tra gli aerei e il protagonista, Porco Rosso. Marco Pagot, conosciuto come Porco Rosso, è un ex pilota da caccia italiano che ha trasformato sé stesso in un cacciatore di taglie, operando sulle acque dell’Adriatico alla guida del suo idrovolante rosso. Il suo amore e il suo rispetto per gli aerei sono evidenti sin dalle prime scene del film. L’aereo di Porco è come una parte di sé stesso, una estensione della sua identità. Il tema degli aerei nel film simboleggia la sua libertà, il suo spirito indomato e il suo desiderio di vivere al di fuori delle convenzioni sociali e politiche dell’epoca.
Molti degli aerei presenti nel film sono realisticamente modellati su velivoli esistenti, ma il Savoia S.21 pilotato da Porco Rosso è piuttosto differente dal modello vero. Miyazaki rivela infatti che il design dell’aereo del protagonista è stato realizzato sulla base del Macchi M.33, di cui aveva visto una foto quando era bambino.
Nel film, gli aerei rappresentano anche il potere e l’autorità. Porco Rosso è un cacciatore di taglie, e gli aerei sono strumenti di caccia. La sua abilità nell’utilizzo dell’aereo è una fonte di rispetto e talvolta di paura tra i suoi nemici. Tuttavia, Porco Rosso non usa mai la sua abilità per scopi distruttivi; al contrario, la sua missione è quella di proteggere gli innocenti dai pirati dell’aria che minacciano la pace e la sicurezza.
Il film mette in evidenza il contrasto tra l’era romantica dell’aviazione e l’avvento dell’era moderna. Mentre Porco Rosso incarna l’ideale dell’aviatore romantico, gli aerei da combattimento si stanno evolvendo e diventando sempre più meccanizzati e impersonali. Questo contrasto è rappresentato dalla sfida lanciata da Porco Rosso al pilota americano Curtis, un uomo che rappresenta l’approccio moderno all’aviazione basato su macchine potenti e avanzate.
Infine, gli aerei in Porco Rosso simboleggiano la perseveranza e la resistenza contro le avversità. Il protagonista affronta sfide e nemici in aria e in mare, ma continua a volare con il suo aereo rosso, dimostrando la sua tenacia e il suo impegno per ciò in cui crede. Questo tema è quindi una componente fondamentale del film, che riflette la personalità del protagonista e i conflitti dell’epoca in cui è ambientato. Gli aerei rappresentano la libertà, la passione, il potere e la resistenza, rendendo il film una storia avvincente che esplora le complesse relazioni tra gli esseri umani e le macchine volanti.
Elisa