Uno dei fattori che ha contribuito al successo mondiale dello Studio Ghibli è il costante rimescolamento di elementi tipicamente giapponesi ed elementi esteri, scatenando nello spettatore una sensazione di familiarità-estraneità così affascinante da risultare irresistibile. Questo connubio perfetto ha dato vita alle splendide e celebri ambientazioni che fanno da sfondo alle storie dei personaggi.
E chi di noi non ha mai almeno una volta desiderato di entrare in uno di quegli scenari per poterne assaporare l’atmosfera magica?
Pochi sanno, in realtà, che i paesaggi di alcuni dei film più famosi dello Studio Ghibli si rifanno a dei luoghi reali che sono più vicini di quanto non si possa immaginare.
Scopriamo quindi insieme le località europee, spesso anche italiane, che hanno contribuito a questi capolavori cinematografici.
Il castello errante di Howl (2004)
Ne Il castello errante di Howl si narra la storia di Sophie, una giovane ragazza appassionata al suo lavoro presso la cappelleria del padre defunto, che viene trasformata in un’anziana, ma determinata vecchietta, dalla famigerata Strega delle Lande, colpevole solo di aver attirato le attenzioni del mago Howl.
A fare da sfondo alla storia è il magico regno di Ingary, una nazione vagamente mitteleuropea di fantasia che ricorda l’Alsazia, l’Austria o la zona dell’Istria negli anni precedenti alla Prima guerra mondiale.
Per la costruzione del maniero di Howl, Miyazaki, trovò l’ispirazione nei lavori futuristi di Albert Robida. Per l’ambientazione, e soprattutto gli edifici delle città del film, lo stesso regista ha riconosciuto come fonte d’ispirazione le città alsaziane di Colmar e di Riquewihr.
A fare da sfondo alla storia è il magico regno di Ingary, una nazione vagamente mitteleuropea di fantasia che ricorda l’Alsazia, l’Austria o la zona dell’Istria negli anni precedenti alla Prima guerra mondiale.
Per la costruzione del maniero di Howl, Miyazaki, trovò l’ispirazione nei lavori futuristi di Albert Robida. Per l’ambientazione, e soprattutto gli edifici delle città del film, lo stesso regista ha riconosciuto come fonte d’ispirazione le città alsaziane di Colmar e di Riquewihr.
Si dice che Miyazaki abbia fatto visita a Colmar durante il periodo di Natale e sia rimasto incantato dalla bellissima atmosfera creata dai mercatini, dalle luci natalizie e dalle strade in lastricato di pietra rossiccia.
Per il design delle case, lo stile architettonico preso come modello è stato quello inglese e tedesco delle case in legno a “graticcio”.
L’ispirazione per la dimora del re e del potente mago Suliman arriva invece direttamente dal palazzo Hofburg di Vienna.
L’influenza europea raggiunge perfino l’utilizzo del colore, che cerca di ricreare le tecniche di pittura più accese e brillanti rispetto a quelle Giapponesi. Richiama inoltre la tendenza impressionista a lasciare gli oggetti un po’ sfumati, come se riflettessero la luce e i colori dell’atmosfera.
Porco Rosso (1992)
In Porco Rosso (1992), il protagonista Marco Pagot è un esperto di aeronautica che, dopo aver combattuto nella Prima guerra mondiale, si ritira a vivere una vita semi-tranquilla sulle coste della Dalmazia, guadagnandosi da vivere combattendo i pirati dell’aria con il suo idrovolante rosso.
Il rifugio di Porco Rosso è ispirato ad una piccola insenatura sabbiosa racchiusa tra due alte scogliere, Stiniva Cove, situata sull’Isola di Vis in Croazia.
Se cercate l’Isola Loreto e l’Isola San Paolo, entrambe sul Lago d’Iseo, troverete invece una certa somiglianza con l’Hotel Adriano, l’hotel sull’isoletta nel mare meta di tutti i piloti di idrovolanti. Altre fonti identificano invece l’Hotel Adriano con l’Isola di San Giovanni, sul Lago Maggiore, parte delle Isole Borromee.
Il rifugio di Porco Rosso è ispirato ad una piccola insenatura sabbiosa racchiusa tra due alte scogliere, Stiniva Cove, situata sull’Isola di Vis in Croazia.
Se cercate l’Isola Loreto e l’Isola San Paolo, entrambe sul Lago d’Iseo, troverete invece una certa somiglianza con l’Hotel Adriano, l’hotel sull’isoletta nel mare meta di tutti i piloti di idrovolanti. Altre fonti identificano invece l’Hotel Adriano con l’Isola di San Giovanni, sul Lago Maggiore, parte delle Isole Borromee.
L’Italia continua a fare da sfondo anche quando Porco Rosso fugge verso Milano per riparare il suo aereo: prima che venga intercettato da Curtis, è rappresentata la penisola di Sirmione. Successivamente, giunge all’azienda costruttrice “Piccolo S.p.A.”, sita sulle sponde del Naviglio Grande nella città di Milano.
Kiki – Consegne a domicilio (1989)
Il romanzo omonimo di Eiko Kadono, fonte di ispirazione per questo film, è ambientato in un’immaginaria città del nord Europa, Koriko.
Guidato da questo riferimento, Miyazaki sembra aver scelto come modello per il design della città due località europee: Visby e Stoccolma, entrambe in Svezia. La prima è una città di origine vichinga, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità; Stoccolma, invece, è la capitale, e conserva un bellissimo centro storico, dal quale Miyazaki ha preso spunto per la piazza con la torre dell’orologio dove avviene l’incidente con il dirigibile.
Il paesaggio che fa da cornice alla storia del film è considerata una delle scenografie urbane più dettagliate di Miyazaki, testimonianza del talento del maestro nel mescolare abilmente elementi di città diverse, come Lisbona, Napoli, San Francisco e Parigi.
Guidato da questo riferimento, Miyazaki sembra aver scelto come modello per il design della città due località europee: Visby e Stoccolma, entrambe in Svezia. La prima è una città di origine vichinga, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità; Stoccolma, invece, è la capitale, e conserva un bellissimo centro storico, dal quale Miyazaki ha preso spunto per la piazza con la torre dell’orologio dove avviene l’incidente con il dirigibile. Il paesaggio che fa da cornice alla storia del film è considerata una delle scenografie urbane più dettagliate di Miyazaki, testimonianza del talento del maestro nel mescolare abilmente elementi di città diverse, come Lisbona, Napoli, San Francisco e Parigi.
Laputa – Castello nel cielo (1986)
Il film esce nel 1986, due anni dopo lo sciopero dei minatori del Galles nel 1984, evento che Miyazaki vuole onorare. Il regista aveva infatti assistito a questo fenomeno durante il suo primo viaggio nella regione, e rimase affascinato dalla forza con cui i minatori e i sindacati combattevano per il loro lavoro e le loro comunità.
Uno dei due protagonisti, Pazu, è un giovane orfano che lavora nelle miniere, e le architetture del suo villaggio ricordano esattamente quelle delle città minerarie del Galles.
Il castello nel cielo è invece un chiaro riferimento all’isola immaginaria descritta nel romanzo di Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver.
Laputa è il risultato di fonti d’ispirazione diverse: i giardini terrazzati sono riconducibili a quelli dei castelli gallesi di Caernarfon e di Powis, mentre la struttura del castello ricorda il dipinto La torre di Babel di Pieter Bruegel e l’architettura del borgo di Civita di Bagnoregio nel Lazio.
Sofia
Fonti:
https://www.elledecor.com/it/lifestyle/a38620986/film-di-miyazaki-luoghi-reali/
https://www.theguardian.com/film/2005/sep/14/japan.awardsandprizes
https://www.cappellacciamerenda.it/2021/03/30/i-luoghi-dello-studio-ghibli-nella-realta/
https://auralcrave.com/2018/08/24/i-luoghi-reali-ripresi-dai-film-di-hayao-miyazaki/