La guerra

Sebbene lo Studio Ghibli debba la sua celebrità soprattutto ai suoi film incantevoli che trasportano il pubblico in mondi pieni di magia e meraviglia, esplora anche i vari aspetti della guerra, traendo ispirazione dai conflitti del mondo reale.

Miyazaki e Takahata, infatti, sono entrambi cresciuti nell’immediato dopoguerra, il che li ha portati ad acquisire una posizione pacifista. In questo articolo approfondiremo il modo in cui lo Studio Ghibli ha rappresentato questo tema e quali guerre che hanno funto da fonte d’ispirazione per alcuni di questi film. 

© 1988 Studio Ghibli, Una tomba per le lucciole

Una Tomba per le Lucciole (1988): Seconda Guerra Mondiale

Una delle esplorazioni più struggenti e commoventi della guerra nel repertorio dello Studio Ghibli è Una Tomba per Lucciole (1988). Diretto da Isao Takahata, il film è ambientato durante gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale in Giappone, un periodo caratterizzato da bombardamenti aerei, carestie e disperazione diffusa. La città di Kōbe, dove si svolge la storia, è soggetta a continui attacchi aerei, e la popolazione vive nell’incertezza e nella paura costante. Takahata ha basato la storia sul romanzo semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka, che attinge direttamente alle proprie esperienze durante la guerra.

© 1988 Studio Ghibli, Una tomba per le lucciole

Una tomba per le lucciole rappresenta l’impatto devastante della guerra sui civili, specialmente sui bambini. Il film cattura in modo struggente la sofferenza, la fame e la perdita vissute dai fratelli Seita e Setsuko, i quali, dopo la morte della madre durante un bombardamento, si ritrovano a dover vivere da soli e a cercare cibo e rifugio. La loro lotta quotidiana per la sopravvivenza diventa il fulcro del film e mette in evidenza la disperazione che la guerra può portare nelle vite delle persone. 

Il titolo stesso del film, che fa riferimento alle lucciole raccolte da Setsuko per illuminare la loro piccola tenda, simboleggia la fragilità della vita in mezzo alla guerra. Le lucciole, che rappresentano la bellezza e la speranza, sono costrette a brillare brevemente prima di spegnersi, riflettendo la tragica natura effimera della vita.

© 1988 Studio Ghibli, Una tomba per le lucciole

Si alza il vento (2013): il Giappone pre-Seconda Guerra Mondiale

© 2013 Studio Ghibli, Si alza il vento

Si alza il vento (2013) di Hayao Miyazaki si ispira alla vita di Jiro Horikoshi, un progettista di aerei da caccia giapponesi. Il film si svolge in un’epoca di crescente militarismo in Giappone, negli anni ’20 e ’30, in un contesto in cui l’industria aeronautica stava diventando cruciale per il paese. Jiro, il protagonista, sogna fin da piccolo di lavorare per l’industria aeronautica per progettare aerei eccezionali: è un personaggio complesso che riflette l’ottimismo, la passione e la creatività degli scienziati e degli ingegneri dell’epoca. Il suo sogno lo porta inevitabilmente a lavorare su aerei militari, compresi quelli utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale, nonostante le intenzioni di Jiro Horikoshi siano prevalentemente di natura professionale. Jiro sa che i suoi aerei saranno utilizzati per scopi militari, ed è costretto a confrontarsi con le conseguenze delle sue invenzioni e a considerare se il suo contributo alla tecnologia aeronautica possa essere giustificato alla luce della distruzione causata dalla guerra.

© 2013 Studio Ghibli, Si alza il vento

L’obiettivo di questo film è di sollevare domande sulla responsabilità di scienziati e ingegneri durante i conflitti, invitando gli spettatori a considerare il ruolo dell’innovazione sia in tempo di pace che non, e come l’ambizione personale possa talvolta intrecciarsi con gli obiettivi patriottici, portando a scelte difficili.

Il castello errante di Howl (2004): la Guerra in Iraq

Adattamento del romanzo omonimo di Diana Wynne Jones, “Il castello errante di Howl” ha un forte carattere pacifista. Pensato e creato durante il pieno della guerra in Iraq, la storia tratta di una guerra che infuria in Europa nel diciannovesimo secolo, solitamente definito “l’età del patriottismo”, quando le maggiori potenze europee espansero il loro dominio in Asia e in Africa. 

Insieme al contesto europeo e al richiamo ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, si possono trovare riferimenti al conflitto in Iraq, che Miyazaki rivela aver influenzato profondamente la produzione del film: gli scagnozzi della Strega delle lande sono delle forme nere, viscide e globose, come se fossero usciti da un giacimento di petrolio in Iraq, anche se il senso generale del film fa intendere che la guerra può avvenire ovunque. Tracciando un parallelo tra Seconda Guerra Mondiale e Guerra al Terrorismo, Miyazaki respinge la presunzione statunitense di essere dalla parte del giusto. 

© 2004 Studio Ghibli, Il castello errante di Howl
© 2004 Studio Ghibli, Il castello errante di Howl

Quando nel 2003 ha ricevuto l’Oscar per La città incantata, Miyazaki, ha reso pubblico il suo dissenso nei confronti della decisione degli Stati Uniti di invadere l’Iraq, e in particolare di fronte all’affermazione di George W. Bush, “Ogni nazione, in ogni regione, ora deve prendere una decisione. O siete con noi, o siete con i terroristi”, retorica usata più volte per giustificare la guerra al terrorismo. Miyazaki non ha partecipato alla cerimonia degli Oscar dopo che gli Stati Uniti hanno iniziato l’attacco militare all’Iraq, ribadendo così la sua posizione contraria alla guerra.

È lecito dedurre che Howl non uccida nessuno, nemmeno quando scende in battaglia. Howl stesso, sia nel film che nel romanzo, ama tutte le creature viventi, perfino i ragni nel suo castello.

L’autrice stessa aveva chiesto al regista che questa caratteristica di Howl non venisse eliminata nel film. Anzi, Miyazaki ha esaltato questo tratto della sua personalità, rendendolo più esplicitamente antiguerra.

Sofia